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" USCITA DEL SABATO SUL M.SERRA " 22 APRILE 2006 Ritrovo come sempre al Cavanis alle ore 13,30, la formazione era ampia e ben assortita infatti si è annoverata la presenza del D.S, Ceceno, Cramp Man, Stinchi di Merlo, il Tromba, Arara, Chimico, Bronzo, Filini, Bullone, Zaino, Coca-Cola, Matteo battezzato dal gruppo Calocchia per la sua imperiosa altezza (in gergo porcarese la Calocchia è quel bastone di legno che veniva utilizzato all’inizio ed alla fine del filare nelle vigne) e la mitica Scopa attesa con grande fermento dopo la trasferta Tunisina.Il percorso per l’occasione è stato scelto dalla Scopa che, per non smentire le attese ed un po’ per testare la preparazione del gruppo in vista della prossima competizione di metà Maggio a Marina di Bibbona, ha individuato un itinerario sul Monte Serra duro, duro, duro !!!!!!!!! Partenza in perfetto ritardo di 20 minuti in direzione garage del DS perché il mitico Tromba era arrivato in orario, stranamente, ma si era dimenticato le “BORRACCE” sul tavolo di casa; dopo la breve sosta la formazione muove verso la Baracca per arrivare velocemente a Colle di Compito. I primi Km attraverso il Padule sono stati macinati a ritmo
lento tendente al FERMO fino
all’ingresso sulla via di Sottomonte, qui Dopo una meritata pausa “drink” rifocillati e “delucidati” dalle asperità delle salite, siamo giunti in vetta al monte Serra ed abbiamo optato per la discesa tecnica su Colle di Compito i cui sassi furono tanto cari al nostro amico Mattolini ( che fine ha fatto ? per caso è in galera o agli arresti domiciliari con la “moglie”), la discesa veloce e tecnica ci ripagava pienamente delle sofferenze penate se non fosse stato per l’ecatombe di forature. In appena cento metri di strada tre forature nell’ordine DS, Calocchia, Bis di Calocchia con relativa piegatura del Cerchio, il Bullone (un nome una garanzia) per raddrizzare il cerchio chiedeva prima una chiave a “GRUVOLA” (in Padule si chiamano così) e poi la vanga ad un contadino che stava passando, il quale guardandolo e riguardandolo gli diceva “in capanna c’ho ancho le pinzette… ‘un son mia un Elfo”.Nel frattempo il Ceceno,CocaCola, Bronzo ed il Tromba non essendosi accorti di quello che era accaduto avevano proseguito la discesa e Sergio, visto che la sosta alla casa dell’ultimo Elfo si protraeva nel tempo, ha liquidato la compagine operando la discesa sul versante Bientina. Raddrizzato il cerchio di Calocchia si ripartiva soltanto per poche centinaia di metri visto che anche il grande Cramp Man contribuiva ad incrementare il numero delle forature, riparata anche questa finalmente si riusciva a raggiungere il tanto adorato PADULE e successivamente il nostro beneamato paese. |