Ari...Serra

Formazione:

Fabrizio (il Doc), Tomei Luca (DS), Tomei Giorgio (ararara), Valter (coca), Daniele (filini), Marco (cramp man), Andrea (bronzo), Giovanni (il chimico), Bullone (bullone), Stefano (gogo)

Lungo la strada abbiamo raccolto Sergio (lo sponsor) ed il Pisani

Ore 13.30

Dopo le varie patte sulle spalle e tutti i commenti possibili per il mio rientro, quello di giovanni e quello del Doc che, dopo che ha saputo il percorso, è esordito con …….il gogo mi ha allenato a spinning…vengo d’appertutto…..ai corsi di spinning l’ho visto solo 3 volte nel giro di due me.....Siamo partiti alla volta del mitico monte serra….sempre più innevato.

A livello meteorologico la situazione era stabile e un flebile solicino mitigava la temperatura, ma mentre ci avvicinamavamo, il monte si vestiva sempre più di nubi che, dopo averlo coperto a mò di cappello e tutti sappiamo che quando il serra ha il cappello………, scendevano verso valle.

Infatti superata la chiesa di Vorno, ed attaccata la salita, dopo pochi chilometri, siamo stati assaliti da una nevicata sempre più fitta…(SPETTACOLO) che in un primo momento ci complicava notevolmente il procedere, dato che ad ogni pedalata in avanti, ne seguivano tre all’indietro a causa del terreno composta da neve bagnata e fango (mota). Più si saliva e più il terreno si faceva compatto, un po’ per il passaggio delle jeep che lo battevano e un po’ per la neve fresca che vi si posava sopra, ma soprattutto per il calo notevole della temperatura che rassodava il tutto.

Se nei primi 4 km di salita ad ogni metro pensavi di tornare indietro, nei restanti 5 km il godimento era ai massimi livelli e ti davi le pacche sulle spalle per non aver ceduto alla tentazione di abbandonare tutto.

Guadagnata la vetta ricca fermata al bar ristorante di “Santallago” con varie bevute….latte caldo, caffè vari e io naturalmente un ponce…che ti scalda anche le unghie dei piedi….e ne avevo bisogno, dopo il saccheggio delle merendine, foto di gruppo e vari sfottò…….via alla volta della discesa per Ruota. Superato un monte di neve causato dalle ruspe s’inizia la discesa verso Ruota, ma dopo 500 metri….(e perché non prima?????), sfondiamo nella neve per almeno mezzo metro, quindi fermi, quindi giù dalla bici, quindi si scende a piedi….o mattiiiiiii. Abbiamo proseguito in questo modo per pochi metri, alla testa Sergio e il coca che nonostante i richiami dalle retrovie, i miei, andavano sempre più avanti con l’idea che poi la situazione sarebbe sicuramente migliorata. (ho saputo poi che hanno fatto a piedi fino a VORNO….roba da urlo, il DS dava al matto….)

Io invece, con Bronzo, Marco, Giovanni e Filini, sono tornato indietro sulla solita via…..godendo come un …cinghiale….e ridendo come mai…perché Giovanni ogni 3x2 era in terra con estrema regolarità sulla scelta del lato, Filini faceva il circo, mentre scendeva, alzava verso l’esterno le gambe alternandole…ora casca….ora casca…ORA CASCA…..non è cascato e poi ci ha accompagnato un ragazzo in bici vestito solo con una tuta corta di cotone della champion

Ore 17.15 Vorno

Ore 19.05 casa buio acqua freddo

DEFEZIONI

Fabrizio il Doc subito al bivio con Prato a sillori…strano  o ‘un l’ho alleno bene a spinning…o ‘un mi fa fa brutte figure….comunque ruote semi slik e neve bagnata è come il burro e la ferrovia……non ci azzeccano niente.

Pisani in cima, dopo Santallago, all’imbocco dell’ultima salitina per raggiungere il piazzale sotto le antenne, ha girato per scendere a colle di compito con la scusa delle mani ghiacce