ROC D'AZUR 2006

«Tutti dietro al mitico ZAINO in fuga per le vie Francesi .» 

Dopo mesi e mesi di trepidante attesa finalmente il grande appuntamento è arrivato, il TEAM ha oltrepassato i confini Nazionali sbarcando in Francia e più precisamente nella ridente cittadina sul mare Frejus ; da non confondersi con il traforo del Frejus anche se come vedremo le salite non sono mancate.

La comitiva partita di buon’ora da Porcari era composta dal Filini, Ceceno, Zaino, Meschi, DS, Conte Potta,la Scopa e dal mitico Tromba; grande assente senza giustificazione il PROFESSORE che anche in quest’occasione si è guardato bene dal rimediare una sonora sconfitta per opera della Scopa & C. agguerriti come non mai in terra Francese.

Il Sabato pomeriggio è trascorso serenamente girovagando fra uno stand e l’altro  ascoltando i commenti TENNNICI dispensati dal MESCHI ,in arte  STINCHI DI MERLO, riguardanti le caratteristiche di tutte le gomme presenti alla Fiera; SLIKKKE CON TASSELLI LATERALI che tiene sul DRITTO SECCO POCO UMIDO, SEMISLIKKKE senza tassello che tiene poco sul diritto e meno in curva.

Intanto il TROMBA che si era perso nei meandri della Fiera alla ricerca di una qualsiasi forma femminile da INBROCCHE’ (francesismo) , era RICERCATO dal gruppo con l’ausilio dello Speaker ufficiale della manifestazione il quale ripeteva al microfono : ATTENTION MONSIER LE TROMBER EST DESIDERE A L’ARIVE            

Giunta l’ora di Cena la comitiva si portava in zona “PORTO” alla ricerca di un ristorante, dopo un lungo pellegrinare tra una piazza all’altra un simpatico Milanese, (cazzo figa ho l’attico con giardino sul porto dove attracco il mio catamarano è quindici anni che vengo qua, mio fratello è proprietario………e meno male che non ti abbiamo chiesto niente),  c’indirizzava alla BRASSERIE DU PORT  tipica cena dell’atleta con piatto unico composto da Bistecca  e Verdure per finire dolce per tutti, terminata la cena ci siamo alzati per lasciare il tavolo a QUATRE TARDONS  che non avendo prenotato erano senza tavolo.

Zaino in qualità d’unico conoscitore della lingua francese del gruppo si recava all’interno del ristorante per richiedere il conto, dopo alcuni minuti usciva dal ristorante e s’incamminava con passo svelto tendente al veloce praticamente a CORSA  lungo il marciapiede asserendo  di aver già saldato il conto,   il Filini, Ceceno, DS e la Scopa si gettavano al suo inseguimento mentre il Conte Potta, Stinchi di Merlo ed il Tromba presi in contropiede rimanevano nei pressi del ristorante.

Il proprietario del ristorante vista la parata realizzava una performance  degna di MENNEA  dei tempi migliori attraversando tutto il ristorante a corsa con il CONTO IN MANO in 2 secondi netti, giunto all’esterno  placcava gli unici tre rimasti che con loro stupore erano costretti a saldare il conto;  anche se non parlavano italiano  avevamo capito che il mitico  ZAINO più che saldato aveva SALTATO il conto. 

Domenica Mattina sveglia alle 7,30, per la verità La Scopa ed il Filini erano dalle 6,30 che bronciolavano nel letto come marito e moglie,  colazione ed arrivo alle 8,30 a Frejus, dopo aver parcheggiato le auto iniziamo a scaricare le bici e ci prepariamo alla gara nella consueta atmosfera che aleggia nel pre gara con sfottò reciproci e risate a go-go, bustine, pasticche varie e le mitiche bombe della Scopa, ecc…………………

Alle 10,15 ingresso in griglia, qualcuno in verità era già cotto prima; lo speaker della manifestazione per smorzare la tensione girovagava con il microfono fra gli atleti intervistandoli;  involontariamente s’imbatteva nel FILINI che non sapendo cosa dire oltre il proprio nome ha iniziato ad intonare una famosissima canzone francese dal titolo POPOROPPOPOPO ……….. lascio immaginare a voi la bordata di fischi ricevuta.

Arriva il momento del via,  siamo in gara  percorriamo circa 1 Km di campo a manetta con biciclette che ci sorpassano da tutte le parti, come al solito il Ceceno ed il Filini partono subito forte, mentre la Scopa (Sergio)  in accordo con il Conte Potta decidono di fare gara assieme, nel frattempo nelle retrovie si formava il gruppo dei FERMI per l’occasione composto dal DS, ZAINO, STINCHI DI MERLO ed ultimo come sempre il TROMBA.. 

I primi Km di pianura percorsi a manetta fanno diverse vittime già sulla prima asperità della giornata, intanto il Conte Potta abbandonata la compagnia della Scopa si riportava sul Ceceno ed il Filini  riuscendo anche a  superarli grazie all’aiuto di una fila creata dai  soliti fermi (non dai nostri),  la gente assiepata lungo il percorso che t’incitava riusciva a farti salire anche dove le gambe non avrebbero osato.

Il Ceceno ben presto si riportava sul Conte Potta e s’involava in  fuga,  nel frattempo il FILINI raggiunto il  Conte Potta attardato da una foratura lo aiutava a sostituire la gomma mentre LA SCOPA con il solito spirito di collaborazione e d’AMICIZIA (con la A maiuscola)  che lo contraddistingue li sorpassava dichiarando “ non mi posso fermare perché senno  m’ADDIACCIO ” .

Riparata la gomma il CONTE POTTA ed il FILINI si buttavano all’inseguimento della SCOPA, purtroppo, però il CONTE POTTA era nuovamente costretto a fermarsi per la seconda foratura della giornata e per la 4 bomboletta di CO2, il FILINI  a questo punto continuava l’inseguimento da solo riuscendo dopo pochi km nel suo intento.

Nelle retrovie il gruppo dei FERMI, per non smentire la fama costruita con l’assidua  partecipazione a diverse gare, si fermava a tutti i ristori disquisendo su quale avesse più assortimento, l’acqua più buona, le barrette più energetiche ………………. (e tanto i tempo passava e i km no).  

Le posizioni a questo punto erano definite  e ben salde. Il Ceceno  che con il tempo di 4h e 8 primi era il primo del gruppo a tagliare il traguardo, mentre LA SCOPA ed il FILINI procedevano uno avanti all’altro, almeno cosi pensava LA SCOPA finché   un concorrente francese superandolo ed ammiccandogli la maglia gli diceva TUO TEAM CAPPOTTON, CAPPOTTON; ovviamente come suo stile si guardava bene dal fermarsi, ma anzi raccoglieva tutte le ultime energie rimaste per accelerare ulteriormente.Che dire FILINI  è proprio un grande  AMICO con la A maiuscola. 

Dopo l’arrivo della SCOPA, FILINI ed il CONTE POTTA era la volta di ZAINO che come al solito avviandosi aveva abbandonato il gruppo dei FERMI, intanto il DS e STINCHI DI MERLO erano costretti ad attendere il TROMBA che colto da crampi interno coscia inguinale rotuleo lombosacrale quadricipite femorale,  non riusciva a pedalare.

Fortunatamente, non so per chi dei due, ad accompagnare il TROMBA negli ultimi km si era aggregato un concorrente di Vicenza che convinto di aver trovato un degno compagno per risollevarsi dalla disperazione e dai crampi si era ben presto ritrovato a litigare per chi doveva farsi stirare le gambe per primo, che dire TROMBA  neanche nel dolore c’è solidarietà.    

Ognuno di noi con il proprio tempo, con la propria stanchezza e con la propria disperazione  è riuscito a tagliare il traguardo di Frejus consapevole di aver goduto ancora una volta di un bel paesaggio e di una stupenda giornata ma soprattutto orgoglioso di  poter dire

Io c’ero e sono un FINISHER della mitica ROC D’AZUR  2006

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