“LE STRADE DEI CANNONI"

L’ultima  nostra “sfida” è stata quella delle Alpi.

Mai fino ad ora avevamo provato l’esperienza delle “montagne vere” durante i nostri numerosi Tour Estivi e questa volta abbiamo finalmente voluto provare il “brivido” delle alte vette, delle verdi e silenziose malghe di alta montagna ma mai ci saremmo immaginati di poter toccare con mano (anzi con la bici), le nevi perenni...

La decisione del luogo teatro dell’avventura, ha richiesto diversi incontri durante i quali ognuno di noi proponeva una destinazione, presentava programmi e alla fine, dopo accese discussioni, democraticamente come al solito, abbiamo scelto di sfidarci sulle mulattiere e i sentieri che vanno da Bardonecchia (alpi Occidentali) fino al confine francese. Come ogni nostro tour anche questo doveva avere un senso e per non essere fine a se stesso, abbiamo deciso di chiamarlo “Le strade dei Cannoni” per indicare appunto le strade militari, mulattiere e sentieri usati durante le due guerre mondiali. Avremmo dovuto infatti visitare i forti teatro di mille battaglie, ripercorrendo gli stessi tracciati disegnati nelle rocce, sui pendii delle montagne dal genio dei nostri soldati molti dei quali in quei luoghi hanno perso la loro vita.

E così è stato…

Abbiamo costituito il nostro campo base presso il Rifugio “I Re Magi” a Bardonecchia (quota 1400mt) e da lì ogni mattina siamo partiti per le nostre escursioni giornaliere che ci hanno portato a visitare i più importanti forti della zona come il Fort Pramand, il Bramafan e il Foens. Grande emozione ha destato in noi la vista di quei luoghi adesso immersi nel silenzio delle montagne ma che in tempi passati ancora troppo presenti nella memoria, sono stati testimoni di due conflitti mondiali.Indimenticabile l’ascesa (e soprattutto la discesa) di 27 km per giungere agli oltre 3000 mt del “Col du Sommelier” dove un cielo di un azzurro unico, faceva da cornice ad un paesaggio innevato la notte precedente.Ogni anno dalla nostra fondazione, abbiamo dato vita ad avventure ognuna delle quali valeva la pena di essere vissuta perché profondamente diversa dalle altre, tuttavia quella sulle Alpi Occidentali è stata senza dubbio quella “più estrema” ma anche la più carica di significati e di emozioni…!