" «L’ARCANGELO GABRIELE ESISTE ED IO L’HO VISTO» "

17 FEBBRAIO 2007

Ritrovo come sempre al Bar IL TRIANGOLO alle ore 13,30, viste le ultime vicissitudini direi il bar dei FERMI E DEI DISPERSI,  la formazione era ampia e ben assortita infatti si è  annoverata  la presenza del Professore, D.S, Conte Potta, Bronzo, Bullone, Pera, Matteo battezzato Calocchia, Paura ed infine  del mitico Tromba che per motivi logistici ci attendeva direttamente alla fontana di S.Maria a Monte, (un è mia grullo si è risparmiato 15Km).Partenza in direzione S.Maria a Monte  per recuperare il Tromba, visto il vento che ci spingeva da dietro il mitico Bullone ed il Professore si alternavano in testa al gruppo per dimostrare di essere in forma,  peccato che nessuno dei due aveva il GPS e quindi per andare a S.Margherita invece di tagliare dal Cimitero di Tassignano ci hanno portato fino alla rotonda di Antraccoli per poi ritornare verso S.Margherita; la prossima volta conviene prendere l’autostrada ad Altopascio.

Raggiunto il Tromba e dopo la presentazione di GIANLUCA un suo amico che si aggiungerà al nostro gruppo, ci siamo incamminati, (il verbo corretto è  inbiciclettati ) non verso il Passo di Dante ma verso una più pedalabile, almeno così era nelle intenzioni, salita chiamata di S.Pantaleone; il primo tratto asfaltato tanto caro al mitico TARALLUCCIO per il morso ricevuto da un cane ad una natica (in Porcarese  CHIAPPA) ha  mostrato subito a tutto il gruppo la natura della salita che di li a poco si sarebbe incontrato.

Abbandonato l’asfalto per intraprendere  il percorso dentro il bosco a noi più congeniale, iniziavano le prime scaramucce di giornata con il Bullone che scandiva un ritmo al quale resistevano soltanto Paura, Bronzo ed il Conte Potta; percorso il primo km il mitico Bullone si guardava bene dal proseguire con quel ritmo e si fermava ufficialmente per “svuotamento della Vescica” , sembra che i compagni di fuga abbiano udito un BOATO in concomitanza della fermata del Bullone; ma che i foii d’artificio li fan anco di giorno? Ma forse è il patrono S.Pantaleone?

Vista la situazione era Bronzo che si faceva carico di continuare a menar le danze, e che danze visto che neanche Paura riusciva a tenergli il passo, intanto anche il Conte Potta si staccava dal gruppetto di testa mentre nelle retrovie come sempre si consumava la ormai famosa gara dei “FERMI”  con il Professore che ripreso il Bullone lo lasciava nuovamente dietro (più che la Vescica c’aveva da svuotare una CISTERNA) ma non riusciva comunque a rientrare sui fuggitivi adducendo colpe alle “LASAGNE DI CARLINO”, forse c’aveva messo troppa “fermite”. 

Ultimo come sempre il TROMBA per l’occasione in compagnia del DS anche lui abbastanza colorito tendente al paonazzo per gli sforzi sostenuti nell’affrontare la salita, anche se a giustificazione della posizione spiegherà di essersi fermato ad aspettare il Tromba afflitto da giramento di testa, mal di gambe, dolori addominali, , crampi, e chi più ne ha più ce ne metta.

Dopo una breve sosta si puntava diritto per S.Allago non prima però di aver patito due belle rampe DURE,DURE,DURE….e non prima di aver incontrato alcuni bikers del gruppo Accinson Bike del quale ci pregiamo avere un bel ricordo fotografico; il mitico Tromba arrivato stremato all’appuntamento fotografico con le gambe leggermente LEGNOSE chiedeva la possibilità di effettuare la foto direttamente in sella senza scendere possibilmente sorretto.

Terminate le foto di rito, nuovamente “a sue” per S.Allago con andatura scandita dal Conte Potta al quale soltanto Paura  riusciva a resistere mentre tutto il resto del gruppo,complici i km già percorsi, si distanziava giungendo alla spicciolata; intanto il mitico Tromba giungeva felice e sorridente come se fosse stato sorretto e spinto per tutta la salita, soltanto dopo  che ha chiesto in quale direzione era Vorno ci siamo resi conto che dopo la salita di S.Pantaleone e l’Altopiano di S.Allago gli era apparso l’Arcangelo che per l’occasione non poteva che essere                           L’ARCANGELO GABRIELE (il nome di battesimo del mitico Tromba).

Il primo tratto di discesa veniva vissuto come una liberazione da tutto il gruppo in particolare dal Pera che dalla troppa libertà concessa dai propri dei pedali atterrava in ginocchio davanti alla bicicletta,  prontamente aiutato dal Bullone e da Bronzo si rialzava effettuava alcuni esercizi per verificare il buon funzionamento del ginocchio e di nuovo”a giue” per la discesa; qui dopo un primo momento di titubanza anche il sorprendente PAURA si aggregava al gruppo dei primi riuscendo a mantenere la posizione fino alla fine della discesa, e dire che all’inizio si era battezzato Paura proprio perché le discese non erano il suo forte.

Oltrepassato il paese di  S.Andrea di Compito si  raggiungeva il tanto adorato PADULE e successivamente il nostro beneamato paese non prima di aver effettuato la volata  per il Gran Premio della Montagna (il Cavalcavia dell’Autostrada).

Un saluto a tutti i nostri assidui lettori ed un arrivederci alla prossima impresa