" Gran fondo del Brunello "

18 settembre 2005

«Nel fango di Montalcino Sergio detto “la Scopa” spazza via tutti gli avversari.» 

Grande prestazione della Scopa nell’ultima gara della Coppa Toscana di MTB svoltasi a Montalcino il 18 settembre; nell’inferno delle colline senesi rese impraticabili da un precedente alluvione, Sergio da le paghe finalmente al Prof. che cede sotto i colpi dell’avversario, reduce da una preparazione “dolomitica” che lo ha reso inavvicinabile anche dal resto del gruppo. C’è da dire che il Prof. durante l’estate aveva preferito frequentare un corso di barca a vela piuttosto che andare in bici e quindi era più allenato in acqua piuttosto che in terra, come dimostra lo spettacolo dato in Corsica dove ha mobilitato tutti i gommoni di Propriano nel tentativo di soccorrerlo dopo che il suo catamarano si era ribaltato al largo del porto corso…!

Anche il Filini ha dovuto soccombere di fronte alla supremazia della Scopa, che gli ha rifilato quasi 20 minuti di distacco. Lo Stanghellini (Figaro) dal canto suo, dopo il guasto al cambio che lo ha costretto a scegliere il “giro breve”, non  è stato mai della partita ma ben poco avrebbe potuto di fronte allo strapotere dimostrato dalla Scopa. Non parliamo del Capecchi (Crampo) arrivato col Prof. e nemmeno del tromba giunto al traguardo con la Croce verde…

Il percorso si è mostrato subito veramente “impossibile” data la pioggia battente che lo aveva trasformato in un vero e proprio acquitrino costringendo tutti i partecipanti a spingere frequentemente le bici irriconoscibili dal fango. I guasti sul percorso non si contavano più, così come gli incidenti e i ritiri; il fango, l’acqua e le pietraie  impedivano  anche il procedere a piedi e se uniamo anche la fitta nebbia che non si è mai dileguata, il quadro della giornata era pressochè completo.

I numerosi guadi di torrenti in piena con l’acqua alle cosce incontrati sul percorso più che paura permettevano ai malcapitati di lavare le biciclette dal fango che si appiccicava come colla dappertutto. Insomma, l’arrivo con tempi che sfioravano le 5 ore per percorrere 55 km è stato visto da tutti come un’autentica liberazione; dulcis in fundo le docce fredde (e poche) e la scarsa presenza di gomme dell’acqua  per lavare le biciclette ha chiuso una  giornata che sarà da tutti noi ricordata come la più terribile mai vissuta.

Terribile per tutti ad eccezione della Scopa che dalla contentezza non si è accorto che ha pagato anche il conto del ristorante…Che fa fare l’euforia!

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