"Roc D'Azur 2008"

«Più che indà a  una Gara se partecipo al Gioo Delle Oppie .» 

Doppo mesi e mesi che s’aspettava finarmente il grande appuntamento è arivo, il TEAM è ito fora da confini Nazionali sian iti in Francia e più precisamente sian iti a  Frejus ;  no Frejus su monti vello sur mare anco se io lai le salite un è manche..

Ci sian levi di bon’ora e sian partiti  da Porcari, cerin il  Professore, Stinchi di Merlo, DS, Conte Potta, Chimico, Semola, Pera, Pittore,  la Scopa el mitico Tromba; quarcun di noialtri ha porto anco la mogliera. Cerimo guasi tutti, mancavin il Filini, e Bonifico questo urtimo ne tocco rimane a casa perché ne venuto un attacco di fermite e anco lo squarasau (insomma il cagotto).

Il Sabbato, doppo mangio, sian iti come ar solito alla fiera, io caio c’era dugniosa. La biciretta che cambia da sola, vella che sarta come una saetta, i freni ar carbonchio, le forche intelligenti perché dice che cen dimorti ciclorintronati, insomma han invento di tutto; l’uni'a osa che un han ancora invento è il modo di fa camminà noialtri fermi.

Il Chimico e Semola han visto un tandemme e l’han vorsuto provà, prima di partì ni ce vorsuto una mezz'ora perché si dovevin mette d’accordo;  mentre un principiava a pedalà vell’artro si doveva mette a sedè, po' vellartro sarzava prima di scende; insomma un ciavevin capito 'na sega  er Chimico ha rischio piu vorte di chiappà il manubrio nel bucio.

Ir tempo passava e la fame principiava a tornà, allora sian iti al bare; c'era tutto scritto in francese baghetton, pomme, e noiarti acculturati un si sapeva che piglià anco perché si voleva sta leggeri per la gara del giorno doppo; per un sapè ne legge e ne scrive il DS na ditto: dammello con tutto vello che ci poi mette dentro po' vello che un mi piace lo biascio e lo risputo, io caio n'ha dato un panin che c'era il Checiappe, la maionese, le patatin fritte la mostarda e a utimo ni c'ha misso anco un po' d’oglio per catene almeno lubrifica dugniosa, doman n'hai bisogno, per be' ha chiappo un gitto di birra che all’undici la sera era sempre a fa lo schiumon.

La sera ci sian aruni con le mogli e sian iti in un ristorante sur porto che c’aveva consiglio la donna dell’albergo, io un vo' esse malizioso ma quarcun na promesso quarcosa; cena tipica dell’atleta per noialtri maschi;  primo tagliatelle ar pomodoro e per seondo pizza sinteti'a; le mogliere invece han mangio chi le cozzon lessè, chi l’insalatin di pesce, chi porpo con le verdure, insomma en state dimorto leggere.

Doppo esse usciti dal ristorante sian iti ar CASINO’ , e come ar solito il buo di 'ulo del Professore, anzi a di ir vero la su mogliera; a ficco 50 centesimi nella SLOTTE MASCINE na dato ir via e en sortite le 3 F , la macchinetta ha invio a sputà fora monetin da tutti i bui, il Professore col secchiellin a raccattalli; insomma ha vinto con il su segno (Fermo, Fermo, Fermo) , io largon piove sempre sur bagnato.

Domenica mattina ci sian arzi alle 7,30 per fa colazion, Semola na finito un cestin di pane e un canestro di briosce, il DS ha scolo un bogongio di latte e cioccolata, doppo tutti han invio a chiedini alla signora di riempì le boracce per piglià i beeroni; qualcun pasticche, arti polverin colorate, l’unico che un ci pensava era il Professore che  sera scordo di fassi la barba e na chiesto ar Conte Potta se c’aveva un rasoio, il Conte la guardo un po’ e po na ditto: ... un te la fa la barba tanto prima  che tu finisca la gara te già ricresciuta.

Alle 10,15 sian entri in griglia, il Professore  era già cotto prima perché ne tocco torna in albergo a piglià le scarpe che ni serin rotte, poeraccio già un n'aveva ni mancava solo vello.

Il Conte Potta el Pera en partiti a tutto foo e come ar solito en iti in coppia fin all’arivo, il Conte davanti faceva l’andatura in salita e anco in discesa, lu apriva proprio la strada ha ditto il Pera ni urlava a gosce a druat  e poi giù in der mezzo chi un si scansava lo centrava; ‘nsomma vest'anno en iti davero forte, intanto dietro serin già forme le altre oppie, il Professore con la Scopa avevin dichiarato di indà insieme e fin all’utimo en rimasti incolli; stranamente il Professore ha rispetto il patto , mi sa tanto che un n'aveva insennò n’indava ner c..o alla Scopa.

Il Chimico e Semola  sembravin du sposini en partiti la mattina per man e en torni a fine gara a braccetto; Semola aspettava il Chimico in salita el Chimico aspettava Semola in discesa, insomma han fatto una gara a aspettassi.

Il Meschi el  DS han stacco il Tromba e l’Imbianchin e sen missi a ragionalla per tutta la gara,  a ogni ristoro controllavin se le barette erin bone, quanta frutta c’era e po ripartivin; intanto nelle retrovie s’era forma l’utima coppia de Fermi il Mitico Tromba. el Pittore en iti d’amore e d’accordo fin all’utimo anco se il Tromba all’utimo na tiro il collo per vedè di staccallo.

Insomma «Più che indà a  una Gara se partecipo al Gioo Delle Oppie

Fin qui tutto bene ma il bello aveva da venì, perché quando sian iti a ripiglià le a'tumobili e’ càpito vello che nessun s’aspettava, la mitica, tennologica, super accessoriata nuovissima tumobile del Chimico è ita vavavuva, un n'ha vorsuto sapè di partì; allora al Meschi nè venuta na brillante idea, o Chimico perché un s’inzeppa per falla parti? O Meschi c’ha 'r cambio atomatio e un si pole inzeppà, già...... lu se guardo un po' intorno e po fra se e se ha ditto : ho ditto una cazzata.

Per falla breve e corta cè tocco lascià il Chimico e la mogliera in Francia per fa accomodà la tumobile, il giorno doppo nè tocco ripartì col treno locale che ha invio a fermassi a tutte le stazion, ni cè vorsuto 11 ore per arrivà a Viareggio; poero il mi Chimico destino crudele ha trovo anco il treno FERMO.

Anco per vest'anno ci sian divertiti, tutti sian arivi stracchi o disperati ma siuramente orgogliosi di potè dì' : Io alla Roc D’azur 2008 c'ero e son anco un FINISCHER