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" 4a TAPPA " Domenica 17 luglio, ultima fatica… Il gruppo alle ore 8.30, lasciato il Camping Spina di Lido di Spina, un po’ pigramente ha iniziato a pedalare verso l’ultima destinazione: il museo “Spina” di Ferrara dove sono contenuti tutti i ritrovamenti archeologici fatti nel sito di Spina. Abbiamo deciso di percorrere la strada principale per poter raggiungere la città estense nel modo più veloce possibile in modo da non mancare all’importante appuntamento con la soprintendente ai beni archeologici di Ferrara che ci avrebbe guidato in visita al museo. Ed eccoci qua, un lungo serpentone di ciclisti che pedala ordinatamente verso l’ultima destinazione del tour 2005: Ferrara.
Dopo pochi chilometri incontriamo un ciclista subito avvicinato dal Tromba…i due parlottano animatamente, si scambiano due pacche sulle spalle come se si fossero conosciuti da sempre e poi la sentenza…quel ciclista ci avrebbe accompagnato per circa 70 km fino a Ferrara, guidandoci al luogo dell’incontro; un grazie collettivo risuona tutto intorno!
Alla media di circa 28km/h maciniamo km dietro al provvidenziale ciclista che, orgoglioso, ogni tanto si volta verso di noi come per sincerarsi che tutto ciò che sta succedendo intorno a lui sia vero; infatti gli spieghiamo il perché ci troviamo lì, chi siamo e con grande sorpresa lui ci dice che ne aveva sentito parlare da sua moglie…mah!
Dopo circa una ventina di km ci chiede se vogliamo fermarci ad un bar a bere qualche cosa di fresco ed è inutile dire che cosa gli abbiamo risposto. Lì, al bar in località “Far West”, troviamo sua moglie che lo stava aspettando per fargli trovare le borracce piene di acqua fresca. Noi sorpresi gli chiediamo come funzionasse questa cosa e lui molto garbatamente ci risponde che sua moglie, anch’essa appassionata di ciclismo (hanno 9 biciclette in famiglia), lo segue in ogni sua uscita precedendolo ai punti di ristoro per fargli trovare sempre acqua fresca durante le sue uscite. Un coro si è alzato a questo punto dal gruppo:” …Anche le nostre mogli lo fanno…!” Riprendiamo il cammino speditamente destinazione Ferrara senza più soste. Ogni tanto ci sinceriamo della posizione del Pratali del quale si erano perse le tracce; l’ultimo rilevamento lo vedeva girovagare per Comacchio intento a cercare l’unica strada per Ferrara…
Meno male che Massimo, colto da rimorso, ha provveduto a rimetterlo sulla retta via…e a farlo arrivare a Ferrara praticamente insieme a noi!
Puntuali, poco prima delle 12 siamo arrivati a Ferrara e, salutato il nostro amico ciclista, ci siamo subito avviati verso il museo per portare a termine la nostra impresa secondo il copione, l’incontro con la soprintendente, l’interessantissima visita al museo “Spina” che contiene dei ritrovamenti veramente eccezionali, le foto di rito, lo scambio culturale, i saluti del Comune di Porcari, della Provincia di Lucca, del Forum Unesco di Lucca; insomma una degna conclusione di una magnifica avventura. Magnifica ma non per tutti…Infatti (e lo sono venuto a sapere solo a impresa ultimata) il nostro amico Luca, in arte Sid (il bradipo del film “L’Era Glaciale”), sconvolto dalle centinaia di km fatti, non credo che abbia sentito un gran che di quello che la sovrintendente ci ha spiegato; solo il fatto di non aver preso l’ascensore per salire al piano superiore del museo lo ha turbato non poco e il sottoscritto, responsabile della scelta, ha rischiato non poco in quel frangente. La goccia che ha fatto traboccare il classico vaso è stato quando gli ho chiesto se poteva scendere nuovamente al piano terra a prendere la telecamera dimenticata in mezzo al piazzale; gli mancavano le parole, ma il suo sguardo è stato molto esauriente. Ci sono andato io!
Poco prima delle 14 ci siamo ritrovati in un parco di Ferrara a fare la doccia con un’attrezzatura di fortuna che consisteva in una piccola pompa da applicare all’accendisigari del camion che prelevava l’acqua da una delle molte taniche a nostra disposizione; una tenda era stata predisposta per attaccarla al camion per riparare le nostre “nudità” e il Meschi si era offerto per tenere la doccia ad ognuno di noi per permettergli di potersi lavare. Qualcuno di noi (infame) aveva subito insinuato che non era un eccesso di zelo il suo, bensì una curiosità per vedere chi ce l’aveva più… Bastardi ! Il pranzo frugale preparato da Massimo e Andrea a base di pizza e panini è stato consumato in un soffio e dopo aver caricato tutto sul camion, il gruppo si è “imbarcato” sulle auto prese a noleggio e si è avviato serenamente verso casa. Non sono mancate le sciocchezze sull’autostrada come Giorgio sulla jeep del Bullone che teneva le gambe fuori dall’auto ma insomma dobbiamo dire che tutto sommato il viaggio, a parte il vento sulla testa degli occupanti la jeep (soprattutto di Giorgino), è andato tranquillamente e incolumi abbiamo raggiunto casa.
Tutti insieme poi ci siamo ritrovati al Ristorante Tanacca per festeggiare con le nostre famiglie il ritorno e per fare progetti per l’anno venturo…ma per questo c’è ancora tempo, per ora assaporiamo il gusto dell’ennesima impresa portata a termine nella maniera migliore grazie allo spirito di gruppo che ci ha sempre animato e che ci spinge ogni anno a raggiungere nuovi traguardi, sempre più ambizionsi.
Un grazie a tutti quelli che hanno portato a termine “la Via etrusca dei 2 mari” e che hanno collaborato con noi per la buona riuscita dell’impresa: ciclisti e ringraziamenti home - 1° tappa - 2° tappa - 3° tappa
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